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Non sei pigro, sei esaurito: la verità sul Burnout

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Non sei pigro, sei esaurito: la verità sul Burnout (e come riconoscerlo secondo le linee guida SECO) Ti svegli al mattino e il solo pensiero di aprire la casella email ti provoca un senso di nausea. Non è la solita voglia di restare a letto un po' di più; è qualcosa di più profondo, un vuoto che nemmeno un weekend di riposo sembra colmare. Se ti senti così, potresti non essere semplicemente "stanco". Potresti essere vicino a quello che la scienza definisce Burnout . Ma come capire se hai solo bisogno di una vacanza o se il tuo sistema nervoso sta chiedendo aiuto? Stanchezza o Burnout? La differenza fondamentale Spesso facciamo l'errore di confondere lo stress acuto con il burnout. La stanchezza passeggera è legata a un carico di lavoro temporaneo. Dopo un buon sonno o un fine settimana di stacco, l'energia ritorna e l'entusiasmo per i tuoi progetti riaffiora. Il Burnout , invece, è un processo. Secondo le linee guida SECO , non è un evento improvviso ma il r...

Perché l’ansia non è un tuo nemico

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  Perché l’ansia non è un tuo nemico (e come la Psicologia Positiva ti insegna a smettere di combatterla) L'errore più comune che facciamo quando l' ansia bussa alla porta è cercare di chiuderla fuori. Pensiamo che per stare bene l'ansia debba sparire. Ma ecco la verità scientifica: più combatti un pensiero, più gli dai forza. L'ansia quotidiana non è altro che un sistema di allarme tarato male, che vede un incendio anche dove c'è solo una candela accesa. Per "riparare" questo allarme, non serve ignorarlo, ma cambiare il modo in cui rispondi al segnale. È qui che l'integrazione tra Mindfulness e Psicologia Positiva (secondo il metodo Filbalance ) diventa un'arma chirurgica. La Mindfulness non è "vuoto mentale", è disidentificazione Molti mollano la Mindfulness perché pensano di dover svuotare la mente. Impossibile. La Mindfulness ti insegna la disidentificazione : tu non sei i tuoi pensieri. Quando l'ansia dice: "Andrà tutto ...

L’anatomia dell’insicurezza: Come smettere di cercare conferme esterne

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  L’anatomia dell’insicurezza: Come smettere di cercare conferme esterne Viviamo in un’epoca senza precedenti. Se cinquant'anni fa il giudizio degli altri era confinato al perimetro del quartiere o dell’ufficio, oggi quel perimetro è diventato infinito. Per chi naviga nella maturità – quella splendida fascia d’età tra i 40 e i 65 anni – questa transizione digitale ha creato un corto circuito emotivo. Ci siamo formati in un mondo di strette di mano e sguardi diretti, ma oggi ci ritroviamo a misurare il nostro valore attraverso la lente distorta della External Validation (validazione esterna). Cercare l'approvazione degli altri è un istinto umano primordiale, ma quando questa ricerca diventa la nostra unica bussola, la nostra identità inizia a sgretolarsi. In questo articolo, esploreremo le radici di questo malessere e tracceremo un percorso verso l'autonomia emotiva. 1. La trappola del consenso nell'era digitale Per molti di noi, i social media sono arrivati "a me...